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lunedì 1 ottobre 2007

Ipotesi e visioni

Ascoltiamo due “campane” che mi paiono rappresentative di due diverse visioni della realtà e delle prospettive future: un rappresentante dei puri-e-duri (ma pessimisti) difensori della nostra civiltà e un islamico accomodante ed ottimista.

Daniel Pipes

È la classica testa-d’uovo americana, di un’intelligenza sopraffina e di un’acutezza senza pari. È anche uno che non scende a compromessi e va sempre al sodo. Al contrario di Oriana Fallaci, che scriveva un 5% di concetti – più o meno condivisibili - infarcendoli poi con un 95% di “eccipiente” di cui il meglio che si possa dire è “sottoprodotto di mestruazioni”, il nostro neo-con non solo ha idee molto chiare, ma le esprime in modo secco, scarno, preciso.

Qual è la sua tesi? Che in realtà, a confrontarsi non siano due civiltà, ma semplicemente civiltà e barbarie. Insomma: il bene e il male! E il bene (almeno un poco, anzi proprio pochino) alligna anche nell’Islam, perbacco…

Sconfitti dalla civiltà (tout-cour) i vecchi barbari del XX secolo (Hitler e Stalin) ora si debbono affrontare i nuovi barbari del 3° millennio: gli estremisti fondamentalisti islamici.

I quali - according to Pipes – non sono tutti gli islamici, ovviamente, ma – dice lui – un 10-15% (non si sa però come li abbia contati…) Ma potrebbero vincere - nonostante la civiltà possieda i mezzi tecnici per poterli distruggere, come si farebbe con gli scarafaggi – poiché la civiltà medesima è purtroppo afflitta da tre gravi e pericolose tare: pacifismo, auto-flagellazione, minimizzazione.

Secondo il Pipes, il futuro ci riserva due alternative:
1. una serie spaventosa di atti terroristici messi in atto dai barbari islamisti, che convincerà tutti noi “civilizzati” - inclusi persino gli auto-flagellantisi pacifisti senza-se-e-senza-ma - a premere i “bottoni rossi” delle atomiche, onde sterminare i barbari (e, con loro, presumibilmente anche qualche decina di milioni di persone che si troveranno “per caso” a stazionare sotto i calorosi funghi atomici);
2. una lenta, progressiva e apparentemente pacifica infiltrazione degli islamisti nelle nostre società civilizzate (il “cavallo di Troja”?) fino alla loro presa del potere per via demografico-democratica… e buonanottealsecchio!

Insomma, prospettive comunque fastidiose.

Dato’ Seri Abdullah bin Haji Ahmad Badawi

È l’attuale Primo Ministro del Regno di Malaysia. Islamico osservante. Amico dell’Occidente.

Allora: il nostro prende atto che c’è della tensione fra l’occidente e il mondo islamico. Come ci fu 1300 anni fa (Poitiers) e 350 anni fa (Vienna). Insomma: business-as-usual

Solo che oggi – grazie alla globalizzazione - la cosa è evidente a tutti (in Occidente e nell’Islam) più di quanto non lo fosse quando le rispettive identità erano meno chiaramente definite!

Fra Occidente e Islam si sono create oggi aree di frizione. I due mondi, che da un lato cooperano, dall’altro collidono.

Da dove vengono, principalmente, i motivi di collisione? In primo luogo dall’occupazione occidentale di suolo islamico! Palestina, Afghanistan, Iraq. Poi da come l’Occidente tratta Paesi islamici, come Iran e Siria. O da come giustifica il trattamento riservato al Libano.

Pochi islamici sono contro i principi di libertà e democrazia, tutti sono contro i metodi di esportazione e imposizione della democrazia impiegati dall’Occidente.

Ma il conflitto non è di civiltà; è puramente di interessi (terra, potere, risorse). Così come per interesse furono combattute tutte le guerre, infra-occidentali e fra occidente e mondo islamico.

E la ragione di fondo della collisione, che gli occidentali individuano in Osama, in alQaeda e nell’11 settembre, per il mondo islamico è invece riconducibile alla creazione dello Stato di Israele, voluta dall’Occidente a dispetto e a discapito degli interessi arabi e islamici!

Poi ci sono gli “opposti estremismi” in entrambi i campi: fondamentalisti di qua, bigotti ed integralisti di là… tutti accomunati dalla cieca volontà di reciproca sopraffazione.

Come uscirne? Rimuovendo le principali cause della tensione: e in prima fila c’è la questione palestinese: diamo una terra ai palestinesi e tutto cambierà. Poi, l’Iraq: va ripristinata la pace e ridata la terra e l’autonomia a quel popolo… Risolte queste due questioni, tutto si sistemerà automaticamente, poiché nessuno avrà più alcun pretesto per propagandare il terrorismo!

Veramente… bisogna anche fare un’opera di acculturamento, per rimuovere le ideologie estremiste e propugnare i valori della sana convivenza civile; e nel mondo islamico questa è una priorità assoluta. In Malaysia ciò sta avvenendo, attraverso una politica moderata e tollerante, che cerca di far passare obiettivi di giustizia sociale, di espansione economica e di perseguimento del bene materiale per tutta la società, nel rispetto dei principi religiosi (quelli dell’Islam buono).

Insomma: occidentali, siate meno prepotenti… islamici, fate come in Malaysia… e tutto si risolverà per il meglio!


* * *

Che dire?

Pipes sostiene che non c’è un clash di civiltà, ma di bene-male: solo che per lui il male sta (quasi) tutto nel DNA degli islamici.

Badawi prende atto del clash, ma non fra le due civiltà (tutte buone e onorevoli) bensì fra i cattivoni di entrambe le parti (con la differenza che, in Occidente, si tratta di alcuni importanti Governi e Presidenti, mentre nell’Islam… di alcuni ragazzotti un pò troppo suscettibili).

Quindi i due sembrano in pieno accordo sul fatto che un clash sia già in atto, ma in aperto disaccordo sulla distribuzione di responsabilità e colpe.

A me resta da osservare che – forse – entrambi stanno guardando dalla parte sbagliata, cioè a quella “retrograda” e “tramontante” della civiltà occidentale. Sì, perché non fra 1000 e neanche 100, ma fra 10 anni, alla testa della nostra civiltà (o della nostra squadra, se si preferisce) non ci saranno più USA e UK, ma gli Hindu-Confuciani. E costoro – già lo si vede chiaramente oggi – sono ancor meno “relativisti” di Attila e di Gengis Khan! (e in più hanno le atomiche in cantina…)

Insomma, io penso (o quantomeno spero) che gli islamici fondamentalisti stiano commettendo un clamoroso errore strategico: aver scelto, come nemico da combattere e soggiogare, l’impero sbagliato! Consumando risorse e consumandosi inutilmente per combattere noi, che fra breve saremo ridotti al ruolo di “scudieri periferici” del nuovo impero. I cui “imperatori” (imperialisti?) asiatici saranno (perchè già lo sono) pronti ad usare, contro di loro, mezzi che faranno impallidire quelli prospettati dal PNAC!

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lüna höl làk

lüna höl làk
...quindes agn fà

l'è mìa agòst!

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...ma l'è bèl istès

bisogna contentàs!

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other kè maldive!

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