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venerdì 21 settembre 2007

I peccati di Israele


La storia di Israele – pur se conta solo 60 anni - si presta ad interpretazioni controverse. Come spiegarlo?

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Lo Stato di Israele – oggi sono pochi, come qualche “testa calda” alla Ahmadinejad, a contestarne l’esistenza, anche se la maggioranza dei Paesi arabi e islamici ancora non lo riconosce formalmente – è continuamente oggetto di (violente, a volte) polemiche, riguardanti la sua storia recente e in particolare:

- L’occupazione dei territori palestinesi (West Bank e Gaza) a partire dal 1967,
- La politica degli insediamenti su tali territori,
- Le “tecniche” di lotta contro i Palestinesi (privati od organizzati) che si oppongono con la violenza (intifada, kamikaze e simili) ad Israele: abbattimenti di case e “omicidi mirati”,
- Il principio politico per cui: “se vogliono la pace, la prima mossa devono farla gli altri”.

Poi c’è anche chi si affanna a giustificare tutto, anche le atrocià legate alla nascita dello Stato di Israele, in nome di superiori ideali.

Infine, alcuni utopisti (così mi permetto di definirli) predicano la possibilità di chiudere tutto il capitolo storico mediorientale con un toccasana elementare: la democrazia rappresentativa.

Questo scritto – che è in parte una rielaborazione di interventi apparsi su Forum de LaStampa (2002-2004) - si pone l’obiettivo di fare un minimo di chiarezza sulle ragioni degli uni e degli altri, sulla loro pertinenza e fondatezza, e soprattutto sulla loro imparzialità o faziosità.

daland
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0 commenti:

lüna höl làk

lüna höl làk
...quindes agn fà

l'è mìa agòst!

l'è mìa agòst!
...ma l'è bèl istès

bisogna contentàs!

bisogna contentàs!
other kè maldive!

Mani-avanti / Disclaimer / Rangìf

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